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3 Maggio 2026

Giulio Rospigliosi, un papa da Pistoia

Papa clemente ix pistoia

La nostra città ha dato i natali ad un papa: si tratta di Clemente IX, ovvero Giulio Rospigliosi. Apparteneva a una delle famiglie pistoiesi più importanti dell’epoca, che, giunta in Toscana dalla Lombardia nel XII sec. e stabilitasi a Lamporecchio, nel 1400 si trasferì a Pistoia.

Nato nel 1600, Giulio intraprese la carriera ecclesiastica e si trasferì molto giovane a Roma: qui studiò nel Collegio Romano, poi si laureò a Pisa in Teologia, in Filosofia e Diritto; tornato nella capitale al servizio dei Barberini, divenne un esperto diplomatico ed intellettuale di respiro europeo, anche in veste di nunzio apostolico in Spagna. Ebbe ottimi rapporti col Re Sole, che favorì la sua salita al soglio pontificio nel 1667. Fu un papa buono, giusto e generoso e il suo apporto alla cultura, all’arte e al melodramma fu davvero immenso: infatti per circa trent’anni nutrì la cultura della Roma Barocca, essendo mecenate e protettore dei più grandi e noti artisti del tempo, come Gian Lorenzo Bernini, Pietro da Cortona, Claude Lorrain, Nicolas Poussin, Giacinto e Ludovico Gemignani, Mattia Preti ed altri. Fu pure collezionista d’arte e si rivelò uno dei maggiori interpreti del melodramma italiano, scrivendo numerosi libretti: il suo melodramma ” Chi soffre speri” venne rappresentato al nuovo teatro Barberini di Roma nel 1637 e fu la prima commedia musicale italiana, oltre che tra i più alti esempi della poesia italiana per musica.

Molte le testimonianze del legame che Clemente IX mantenne con Pistoia, della sua generosità sua e di quella della sua famiglia verso la nostra città, la Chiesa ed i monumenti pistoiesi. Così molti musei, conventi e chiese cittadine conservano opere d’arte la cui realizzazione fu finanziata da Giulio Rospigliosi o da lui commissionate, compresi dipinti che lo ritraggono: il Museo Civico, il Museo Rospigliosi (dove è anche il letto in cui, secondo la tradizione, dormì il papa), la Cattedrale di San Zeno, la Chiesa della Madonna dell’Umiltà, la Chiesa e il convento di San Domenico, la Chiesa dei Santi Prospero e Filippo (la cui ristrutturazione fu commissionata da Taddeo Rospigliosi nel 1622). Molto importante fu il contributo che i Rospigliosi dettero alla costruzione della chiesa dello Spirito Santo (1647), che esaltava la famiglia papale e per il cui altare maggiore fu chiamato Gian Lorenzo Bernini.

Allo stesso Bernini – che si avvalse del suo collaboratore più stretto, Mattia de’ Rossi – fu affidata la realizzazione di una dimora di campagna, la bellissima Villa di Spicchio (frazione di Lamporecchio), che Giulio Rospigliosi dette l’ordine di erigere subito dopo l’elezione a pontefice (1667). Ma il papa non poté goderne, perché morì presto, nel 1669.

Fonte immagine: Wikipedia

Barbara Bernardi

Barbara Bernardi

Laureata con una tesi in Storia del Giornalismo alla facoltà di Scienze Politiche "C. Alfieri" di Firenze, ha fatto esperienze lavorative variegate, ma ama scrivere da sempre, sia di storia e tradizioni della sua città, che di attualità, moda e molto altro.