La nostra bella città vanta una genesi molto lontana nel tempo. Fondata dai Romani intorno al II sec. a.C. lungo la strada che collegava Roma con Lucca e Firenze, era un fondamentale centro di approvvigionamento per le milizie romane. Probabilmente il suo nome deriva proprio da questa funzione: Pistoria (Pistoriae o Pistorium) è un termine latino che fa riferimento al forno in cui si cuoce il pane; ma potrebbe venire anche dalla lingua etrusca, da Pist, che vuol dire “porta” e Oros, che vuol dire “monte”, forse per indicare che costituiva un accesso verso gli Appennini.
Nella sua storia Pistoia è stata sotto il dominio di varie popolazioni barbare (Franchi, Goti, Longobardi): venne completamente distrutta dagli Ostrogoti nel 406 d.C. e visse invece un periodo molto fiorente durante il regno dei Longobardi, nell’VIII sec. d.C, quando si portò a termine la costruzione della prima cerchia di mura. Sede Vescovile – il vescovo risiedeva in un palazzo fortificato vicino alla Cattedrale di San Zeno, l’odierno Palazzo dei Vescovi – dal 1000 cominciò a conquistare la sua autonomia politica: nel 1105 con il governo dei consoli (la più antica magistratura democratica) e poi con quello del podestà, che nel 1158 limitò fortemente il potere del Vescovo.
Nel 1144 due pellegrini avevano portato qui la reliquia di San Jacopo, rendendo la città tappa obbligata nel cammino dei devoti sulla via Francigena verso Santiago de Compostela: così Pistoia, già alla confluenza di consistenti flussi d’affari, divenne ancor più uno snodo cruciale di importanti itinerari commerciali e accentuò l’antica storica vocazione mercantile dei pistoiesi.
Molte attività, specie quelle bancarie e finanziarie – che ci resero noti in campo internazionale -, fiorirono, sotto il controllo di potenti famiglie pistoiesi come i Panciatichi, i Cancellieri e gli Ammannati. A loro si deve anche un’intensa vita culturale cittadina, con la nascita dei primi circoli, come l’Accademia dei Risvegliati, creato dai Cancellieri. Agli inizi del secolo cominciò l’assedio di Fiorentini e Lucchesi: dopo 11 mesi di resistenza ci fu la resa e da allora si assistette a un continuo alternarsi del dominio lucchese con quello fiorentino.
Verso la metà del ‘300, tra l’altro, una terribile epidemia di peste fiaccò gli abitanti e indusse a ergere una nuova cinta muraria. Nel 1351 Pistoia cadde definitivamente nelle mani di Firenze: sotto il dominio fiorentino iniziò un periodo di decadenza per Pistoia, terminato davvero solo quando riconquistò l’autonomia con l’Unità d’Italia, nel 1861.
Cartolina navigata il 14.6.1916, tassata di 30 centesimi, edizioni Pagnini, COLLEZIONE PAOLO CERRETINI






