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15 Aprile 2024

Corilla Olimpica e la sua poesia, da Pistoia in Europa

Redatto per La Nostra Pistoia

Forse non tutti i pistoiesi conoscono la storia di una poetessa di Pistoia divenuta molto nota nel corso del ‘700, non solo in Italia, ma anche in ambito europeo: si tratta di Corilla Olimpica.
Corilla, il cui vero nome era Maria Maddalena Morelli, nacque il 27 marzo 1727 a Pistoia (secondo alcuni a Sammommè, secondo altri, tra cui Vittorio Baracchi, in città) in una famiglia umile ma onesta e il padre era un abile musicista, primo violinista nella Cappella dei Musici della Cattedrale.

Sin da piccola rivelò una notevole intelligenza e verso i 20 anni mostrò grandi capacità di improvvisazione poetica: fu infatti questa la sua più grande abilità e divenne famosa appunto soprattutto per il poetare estemporaneo (come un’altra poetessa pistoiese, meno colta, ma più nota: Beatrice di Pian degli Ontani). Scrisse però anche numerosi poemi, alcuni epici, raccolte di poesie e sonetti, spesso per celebrare signori e sovrani delle corti europee (Maria Antonietta, Maria Teresa d’Austria e Carlo Emanuele IV di Savoia, tra gli altri). Infatti girò l’Italia e l’Europa, apprezzata nelle corti e nei salotti nobili: fu, tra l’altro, a Bologna, Modena, Parma e alla corte dei reali austriaci, a Vienna. Al di là del valore della sua poesia – non c’è un unanime giudizio positivo dei critici – per cui fu stimata da Madame De Staël e da Metastasio, ebbe il merito di superare l’ambito provinciale, anche grazie a una certa spregiudicatezza e a un certo fascino, che le permisero di far carriera.

Nel 1771 si stabilì a Roma, dove entrò a far parte della prestigiosa Accademia letteraria romana dell’Arcadia, con lo pseudonimo di Corilla Olimpica. Nel periodo del soggiorno romano la sua popolarità crebbe e il suo amante, don Luigi Gonzaga, principe di Castiglione, spinse perché ricevesse l’incoronazione poetica in Campidoglio, ma senza esito; ci riuscì invece un altro più influente amante della Morelli: così, il 31 agosto 1778 il papa acconsentì all’incoronazione come Poetessa laureata e al conferimento del titolo di Nobile Romana, onore toccato in precedenza anche al Petrarca. Ma, non ritenuta degna dai romani, che ritenevano avesse ottenuto di essere insignita solo grazie al suo amante, divenne oggetto di pubblico ludibrio e perciò fuggì da Roma per tornare in Toscana, prima a Pistoia, poi a Firenze, dove visse sino alla morte. Regalò la corona d’alloro, ricevuta con l’incoronazione, alla nostra Basilica della Madonna dell’Umiltà (dove è tuttoggi conservata). Recentemente Pistoia le ha reso omaggio, dedicandole una stradina nei pressi di San Pietro, vicino all’Istituto D’Arte.

Fonte fotografia: Accademia dell’Arcadia ETS

Barbara Bernardi

Barbara Bernardi

Laureata con una tesi in Storia del Giornalismo alla facoltà di Scienze Politiche "C. Alfieri" di Firenze, ha fatto esperienze lavorative variegate, ma ama scrivere da sempre, sia di storia e tradizioni della sua città, che di attualità, moda e molto altro.