Appena usciti da Pistoia, in direzione ovest verso Torbecchia, se deviate prima verso Arcigliano e lo superate, arrivate in un piccolo affascinante borgo dalle antiche origini medievali (lo si cita già in un documento del 1051 riportato Dizionario Storico E. Repetti): è Fabbrica di Arcigliano. A una manciata di km di distanza dalla città e a 400 m s.l.m., sorge tra boschi di castagni e querce, subito prima di salire sull’Appennino tosco-emiliano.
A lungo disabitato e in rovina, è stato per tanti anni un vero paese fantasma, prima che fosse riportato a nuova vita con un consistente intervento di recupero intorno al 2000: è così rinato, le case sono state tutte ristrutturate, tirando su dei villini deliziosi e curatissimi, e anche la Chiesa, intitolata a San Frediano, è stata restaurata attraverso il rifacimento totale della copertura, con struttura in legno con capriate a vista. Ora questo edificio, il primo che si incontra arrivando al paesino di Fabbrica – essendo nel parte sud dell’abitato – è, con la sua abside, il vero biglietto da visita del piccolo centro, dove, a neanche dieci minuti di macchina da Pistoia, si vive in tranquillità immersi nella natura.
Chi ha visto il borgo totalmente fatiscente, stentava a credere agli ottimi risultati dei lavori, che hanno significato anche una riscoperta delle radici e della storia della comunità che vi viveva, con le sue attività e tradizioni. È vero che gli interventi compiuti non gli hanno ridato il vecchio volto, perché, come è normale, si sono creati agi e comodità che prima non erano possibili. Tuttavia, con poco sforzo ci si può figurare il suo aspetto di un tempo: ad esempio immaginando che quella che oggi è una rimessa per auto un tempo fosse usata come deposito per il carbone prodotto nel comprensorio o che la sorgente a monte del paese di Fabbrica, oggi convogliata nell’acquedotto comunale, nel lontano passato fosse il luogo dove tutti i paesani si rifornivano a sera di acqua, con una processione di tante persone che riempivano le loro brocche di rame, tra chiacchiere di donne e giochi e schiamazzi di frotte di bimbi e ragazzi.






