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9 Luglio 2024

DA PAESE FANTASMA A BORGO GIOIELLO: FABBRICA DI ARCIGLIANO

Arcigliano

Appena usciti da Pistoia, in direzione ovest verso Torbecchia, se deviate prima verso Arcigliano e lo superate, arrivate in un piccolo affascinante borgo dalle antiche origini medievali (lo si cita già in un documento del 1051 riportato Dizionario Storico E. Repetti): è Fabbrica di Arcigliano. A una manciata di km di distanza dalla città e a 400 m s.l.m., sorge tra boschi di castagni e querce, subito prima di salire sull’Appennino tosco-emiliano.

A lungo disabitato e in rovina, è stato per tanti anni un vero paese fantasma, prima che fosse riportato a nuova vita con un consistente intervento di recupero intorno al 2000: è così rinato, le case sono state tutte ristrutturate, tirando su dei villini deliziosi e curatissimi, e anche la Chiesa, intitolata a San Frediano, è stata restaurata attraverso il rifacimento totale della copertura, con struttura in legno con capriate a vista. Ora questo edificio, il primo che si incontra arrivando al paesino di Fabbrica – essendo nel parte sud dell’abitato – è, con la sua abside, il vero biglietto da visita del piccolo centro, dove, a neanche dieci minuti di macchina da Pistoia, si vive in tranquillità immersi nella natura.

Chi ha visto il borgo totalmente fatiscente, stentava a credere agli ottimi risultati dei lavori, che hanno significato anche una riscoperta delle radici e della storia della comunità che vi viveva, con le sue attività e tradizioni. È vero che gli interventi compiuti non gli hanno ridato il vecchio volto, perché, come è normale, si sono creati agi e comodità che prima non erano possibili. Tuttavia, con poco sforzo ci si può figurare il suo aspetto di un tempo: ad esempio immaginando che quella che oggi è una rimessa per auto un tempo fosse usata come deposito per il carbone prodotto nel comprensorio o che la sorgente a monte del paese di Fabbrica, oggi convogliata nell’acquedotto comunale, nel lontano passato fosse il luogo dove tutti i paesani si rifornivano a sera di acqua, con una processione di tante persone che riempivano le loro brocche di rame, tra chiacchiere di donne e giochi e schiamazzi di frotte di bimbi e ragazzi.

Barbara Bernardi

Barbara Bernardi

Laureata con una tesi in Storia del Giornalismo alla facoltà di Scienze Politiche "C. Alfieri" di Firenze, ha fatto esperienze lavorative variegate, ma ama scrivere da sempre, sia di storia e tradizioni della sua città, che di attualità, moda e molto altro.