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21 Giugno 2024

Fra’ Paolino da Pistoia, pittore e domenicano

Fra Paolino Pistoia

Non tutti i pistoiesi sanno che un monaco nostro concittadino, vissuto a cavallo tra ‘400 e ‘500, fu un pittore di pregio, ampiamente apprezzato al di là dell’ambito locale, specie dopo la sua morte: si tratta di Fra’ Paolino da Pistoia, al secolo Paolo di Bernardino di Antonio del Signoraccio. Figlio, appunto, di Antonio del Signoraccio e di Antonia di Paolo Maconi, nacque il 5 marzo 1488 nella nostra città.

Frate domenicano, ebbe come primo maestro il suo stesso padre, pittore piuttosto noto a quell’epoca nel pistoiese, alla cui bottega si formò. Ma soprattutto fu allievo di Fra’ Bartolomeo, ovvero Bartolomeo della Porta (noto anche come Baccio della Porta), noto pittore italiano del primo Rinascimento, le cui opere sono esposte anche al Louvre, al LACMA di Los Angeles e a Firenze. Da lui Fra’ Paolino da Pistoia recepì uno stile caratterizzato da un’esecuzione raffinata e precisa e da una notevole attenzione per i dettagli, poi tramutato con la maturità in uno più personale, semplificato, connotato da un’estrazione espressiva e uno schematismo che esprimono la natura tipicamente devozionale della sua arte.

Dopo aver vissuto a Firenze, con frequenti e anche lunghi soggiorni nel convento di S. Domenico a Pistoia, Fra’ Paolino da Pistoia si trasferì definitivamente presso quest’ultimo tra il 1526 e il 1528: qui aprì un’attivissima bottega, dove continuò a creare, probabilmente affiancato da numerosi collaboratori, e dove morì il 3 agosto 1547.
Tra le opere più famose di Paolo di Bernardino ci sono: la Madonna col Bambino tra i SS. Domenico e Caterina da Siena, oggi nella Galleria dell’Accademia di Firenze, e l’Annunciazione che si trova presso l’oratorio della Ss. Annunziata a Vinci, uno dei suoi quadri più apprezzati; ma vanno ricordati anche l’affresco della Crocifissione in Santo Spirito a Siena e l’Assunzione che si trova in Santa Maria del Sasso a Bibbiena (AR).

E poi le tante opere conservate a Pistoia, molte realizzate per S. Domenico: la Sacra Conversazione per l’altare maggiore (prima posta in S. Domenico ed in seguito spostata in S. Paolo), l’Adorazione dei Magi per l’altare dell’omonima Confraternita (oggi in sacrestia) – una delle sue composizioni più elaborate e ricche di personaggi, tra cui anche lui stesso, ritratto sulla sinistra – la bella Annunciazione in due pannelli, dipinta quasi sicuramente per S. Domenico, ma poi spostata nella chiesa del Carmine, prima d’arrivare alla collocazione attuale del Museo Civico. Un’altra sua Sacra Conversazione, inoltre, si trova nell’oratorio della Confraternita di S. Sebastiano a Badia a Pacciana.

Fonte fotografia: Wikipedia

Barbara Bernardi

Barbara Bernardi

Laureata con una tesi in Storia del Giornalismo alla facoltà di Scienze Politiche "C. Alfieri" di Firenze, ha fatto esperienze lavorative variegate, ma ama scrivere da sempre, sia di storia e tradizioni della sua città, che di attualità, moda e molto altro.