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14 Aprile 2024

I riflessi scuri del Lago Nero

Redatto per La Nostra Pistoia

Quante volte ci sono stata coi miei da bambina e poi da ragazzina, d’estate, quando passavo le vacanze a Pian di Novello. Ricordo le pietre delle mura del rifugio dismesso, i sassi su cui ci fermavano a mangiare e la mamma a prendere il sole, i tritoni (piccoli anfibi) che nuotavano nell’acqua scura: sì, perché il Lago Nero si chiama così per il riflesso cupo delle sue acque, che poi fluiscono nel fiume Sestaione, maggior affluente del Lima, a sua volta maggior affluente del Serchio.

Di origine glaciale, questo bacino lacustre si trova sulla nostra montagna, a 1730 m di altitudine, circondato da vette che arrivano quasi ai 2000 m, come l’Alpe Tre Potenze. Intorno allo specchio d’acqua pietraie e piante di mirtillo, che spesso il babbo coglieva con il “pettine”, ma anche arbusti come il pino mugo e più in là, nel bosco, faggi. Ci si può arrivare partendo dall’Abetone, dalla località Le Regine: in due ore e mezza circa, camminando attraverso il sentiero 102 CAI, che all’inizio risale un bosco di faggi e abeti e quindi continua in piano e leggera salita, fino a congiungersi con il 104 vicino a un acquedotto, per poi andare in salita sino all’arrivo. Oppure in alternativa da località Fontana Vaccaia: in auto, lasciando la statale che porta all’Abetone, si imbocca sulla sinistra la strada asfaltata che conduce anche alla Riserva Naturale di Campolino; nel piazzale della Valle del Sestaione si parcheggia e si inizia a piedi una sterrata che successivamente diventa sentiero, il 104 appunto, che si ricongiunge al 102 salendo nel bosco per raggiungere il Lago Nero (2 ore di cammino).

Il percorso non è troppo faticoso (media difficoltà) e vale sicuramente la pena, specie in estate. Arrivati in cima ci si può fermare al Rifugio Alpino del CAI, oggi risistemato e con un bivacco sempre aperto e, se si ha fortuna, si possono intravedere marmotte e pernici o l’aquila reale.

Fonte fotografia: Cristian F.

Barbara Bernardi

Barbara Bernardi

Laureata con una tesi in Storia del Giornalismo alla facoltà di Scienze Politiche "C. Alfieri" di Firenze, ha fatto esperienze lavorative variegate, ma ama scrivere da sempre, sia di storia e tradizioni della sua città, che di attualità, moda e molto altro.