Un nome singolare quello di Pistoia, sulla cui origine sono state fatte varie supposizioni. Fondata dai Romani nella loro avanzata verso i territori del Nord, è probabile però che la zona che corrisponde alla nostra attuale città fosse abitata già prima da popolazioni etrusche, come testimoniato anche da alcuni resti di questa antica civiltà custoditi nel bel Museo Civico cittadino.
Comunque in età romana era un piccolo accampamento lungo la Via Cassia, tramutatosi in insediamento forse tra il II e il I sec. a.C., che fungeva da base logistica per i movimenti delle truppe e da nucleo di approvvigionamento di queste stesse milizie: si trattava di quello che veniva definito un oppidum pistoriense (ovvero villaggio fortificato, poi trasformatosi in cittadina), e, secondo una tesi, a ciò si deve probabilmente che si sia chiamata Pistoia.
I primi documenti storici che citano la nostra città in effetti sono risalenti al II secolo a.C., quando i Romani, appunto spostandosi verso le terre settentrionali, assoggettavano le tribù locali, specie i Liguri, sfruttando la natura di crocevia e base strategica dell’area, appunto quella in cui poi è sorta Pistoia. Il termine Pistoriae oppure Pistorium o Pistoria, che si usava per indicarla (in latino Pistoria significa difatti “forno per il pane”), è possibile sia stato attribuito al centro abitato nascente proprio perché qui si impastava il pane per sfamare i soldati. Da allora pare che il commediografo romano Plauto abbia preso a chiamare pistores – termine con cui appunto si indicavano i fornai o mugnai – coloro che vi vivevano.
Da prendere in considerazione, però, anche una possibile origine etrusca della denominazione di Pistoia. Si è infatti ipotizzato che il termine venisse dall’unione delle parole etrusche “Pist” e “Oros“, che significano rispettivamente ingresso (o valico) e monte: stava così ad indicare che la cittadina costituiva come una porta per condurre attraverso le montagne, ovvero i nostri Appennini.
Fonte fotografia: David Dolci






