Un capolavoro che abbellisce uno degli edifici religiosi del centro storico di Pistoia: è il Pulpito di S.Andrea. Una scultura davvero sorprendente, la cui bellezza e unicità illuminano l’interno della Pieve di S.Andrea e appaiono chiare anche ai profani. Fu realizzata da Giovanni Pisano, scultore figlio e allievo di Nicola Pisano.
Ed è proprio al modello dei pulpiti del padre, così innovativo per quell’epoca, che Giovanni si rifa per dar vita al monumento. Iniziato nel 1298 e terminato nel 1301, riprende infatti, in chiave gotica, la struttura dei Pulpiti del Battistero di Pisa e del Duomo di Siena, opere di Nicola. Ma la sua originalità il Pulpito di S. Andrea la rivela nella forte plasticità, con un marcato alternarsi di ombra e luce che rende grande la potenza comunicativa delle rappresentazioni, sia nei rilievi che nelle statue angolari. La scultura porta anche un’iscrizione in latina riferita al suo autore: “Seppe superare il padre in sapienza“.
Infatti, nonostante lo stesso impianto esagonale, la medesima natura di micro architettura liberamente collocata nello spazio e l’identica organizzazione degli elementi, in un perfetto equilibrio tra loro, verso l’alto, la struttura appare più slanciata, anche grazie a colonne più sottili, in tutto sette (sei ai vertici ed una centrale), di cui quella al centro poggia su tre figure: un leone alato, un’aquila e un grifone.
Ma soprattutto lo straordinario Pulpito di S.Andrea è più “vivo” di quelli di Nicola Pisano: per la forza espressiva e la carica emotiva dei rilievi, nelle rappresentazioni di personaggi e scene delle formelle, e delle statue agli spigoli, in cui il marmo bianco pare essere stato lavorato con una duttilità eccezionale; dall’Annunciazione, alle figure delle Sibille, alla Strage degli Innocenti sino a tutte le altre raffigurazioni, ogni parte assume toni molto drammatici e forti, coinvolgendo ed emozionando chi guarda.
Fonte Fotografia: David Dolci






