Era il periodo degli sventramenti: tra la metà dell’Ottocento e i primi anni Trenta del secolo successivo, molti centri storici furono devastati nei loro nuclei originali e più nobili da abbattimenti vili e irrispettosi, adducendo motivazioni riguardante l’igiene e il bello aspetto che dovevano assumere i cosiddetti salotti buoni della città… L’esempio più clamoroso è vicino a noi, ossia a Firenze, dove il Mercato Vecchio e il vecchio Ghetto vennero spazzati via, sinceramente per soli scopi di lucro, supportati nell’intento da giornalisti compiacenti, come tale Jarro, che denunciò come il vecchio nucleo ove Firenze si era sviluppata ormai era divenuto un crogiuolo di nefandezze e start up di pestilenze. Si buttò quindi giù tutto in pochissimi anni, e nacque la pretestuosa, noiosa, uniforme, odierna Piazza della Repubblica.

Fonte fotografia: Paolo Cerretini – La nuova via Francesco Magni, nel 1908, e il blocco di antiche costruzioni ancora da demolire, mentre spicca il nuovo palazzo della Cassa di Risparmio, inaugurato nel 1905, cartolina edizioni Badioli
Preambolo di ciò che accadde a Pistoia, dove si accedeva alla piazza del Duomo solo da vicoli medioevali, stretti pertugi. Con la creazione della nuova sede della Cassa di Risparmio, il neorinascimentale Palazzo Azzolini, si iniziò quindi a devastare un quartiere di origini antichissime, San Matteo, e i chiassetti, le volte, le chiesette che sussistevano da secoli furono annientati e venne creata la pomposa via Francesco Magni (oggi via Roma), ingresso sontuoso alla piazza principale con annessa panoramica del campanile della Cattedrale. La nuova grande arteria e il palazzo furono terminati nel 1905.
Come degno compare al regale edificio, venne ideata, sullo stile della Loggia della Signoria a Firenze, una costruzione che molti pistoiesi dell’epoca vennero poi a rimpiangere: la cosiddetta Loggia dei Mercanti. Anch’essa in stile neorinascimentale, era una studiatissima opera del notevole architetto montecatinese Raffaello Brizzi, si sviluppava con cinque snellissime arcate, sovrastate da bellissimi bassorilievi opera di Antonio Guidotti, simboleggianti varie arti, tra cui il commercio, l’industria, l’agricoltura… L’inaugurazione ci fu il 16 novembre 1913, e la via Francesco Magni ebbe il suo, si fa per dire, degno completamento. Secoli di storia spazzati via, per un edificio che sin dal suo primo giorno, era già chiaro che aveva i giorni contati…

Fonte fotografia: Paolo Cerretini – La nuova Loggia dei Mercanti, con i suoi bassorilievi, ritratta nel 1928 circa, cartolina edizioni Righeschi
Gli anni passarono e il grande, plastico edificio servì solo a offire riparo notturno a qualche macchietta del tempo, campo giochi dei monelli che anticipavano le baby gang odierne, qualche mercatino dei fumetti, fiere del libro organizzate dal Regime che,nel frattempo, negli anni Venti, per dare senso allo stravagante loggiato eretto senza un vero perchè, inizio a progettare le nuove Poste Centrali, che si trovavano sul Globo… Dopo vari ripensamenti, consultazioni,meditazioni profonde, si decise di abbattere un’altra antichissima porzione di edifici che si affacciavano su via Cavour, piazza San Leone, via San Matteo. La loggia avrebbe avuto finalmente un ruolo, servire da atrio al grande nuovo edificio per le comunicazioni, e venne spolpata dei bassorilievi, e davanti ad essa fu posto un’alzabandiera, presente ancora oggi, ove svettò, per poco tempo, il tricolore… Ma ci si rese conto che la nostra protagonista non era, a sua volta, adatta al pretestuoso,smisurato edificio postale, non ci azzeccava proprio nulla, e, dopo circa 26 anni di misera esistenza, documentata ormai ai posteri dalle tante cartoline che invece volevano celebrarla, venne smontata senza che nessuno alzasse un braccio in sua difesa. Al suo posto, un grande spiazzo che poi, nel Dopoguerra, fu occupato da un nuovo loggiato più consono all’opera dell’architetto futurista Angiolo Mazzoni, che elaborò anche la ferale stazione ferroviaria contemporanea di Montecatini Terme-Monsummano… Tutto ormai si era compiuto. Ovvero, il regno dell’Effimero.

Fonte fotografia: Paolo Cerretini – Interno del loggiato, fine anni Venti… Cartolina edizioni S.A.F.
Fonte fotografia copertina: Paolo Cerretini – 1938, la loggia dei Mercanti funge da atrio, provvisorio al nuovo edificio delle Poste e Comunicazioni, ormai spogliata di molti dei suoi ornamenti. Cartolina Edizioni Milani.






