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18 Giugno 2024

L’abbazia di Badia a Pacciana

Abbazia Badia A Pacciana Pistoia

Per secoli gli anziani badiani, magari a veglia davanti a un fuoco, avevano narrato storie secondo cui gli edifici attorno alla Chiesa di Badia a Pacciana erano i resti di un’abbazia medievale, importante centro di potere che controllava la vicina Pistoia, allora molto potente.
Quelli che in principio erano solo racconti tramandati oralmente di padre in figlio si rivelarono veri verso la metà degli anni ’70, quando un gruppo di abitanti di Badia decise di approfondire la cosa, facendo ricerche in biblioteche e archivi di mezza Toscana. Sorprendentemente, si scoprì che tutte quelle vicende, per tanti leggende o comunque accadimenti non reali, avevano un fondo di verità: proprio lì vicino alla Chiesa da prima dell’anno 1000 sorgeva una grande fortificata abbazia benedettina, la cui porta principale era quella che tutti i badiani chiamano “Portichino”. Nel 1090 l’abbazia di Badia a Pacciana aderì alla Congregazione Vallombrosana e nel Medioevo i monaci che vi vivevano dettero un grande contributo alla bonifica della piana tra Pistoia e Prato.

Ma, soprattutto, nei primi anni del XIV sec. l’abate a capo dell’abbazia di Badia a Pacciana, Ormanno Tedici, ebbe un ruolo importante nelle vicende di Pistoia, ai tempi divisa all’interno dalle lotte tra Bianchi e Neri e pressata all’esterno da Firenze e Lucca (guidata dal temuto Castruccio Castracani), che miravano alla sua conquista. Allora l’abbazia dava lavoro e aiuto a buona parte della popolazione delle campagne tra la nostra città e Prato e il Castracani affamava questa gente con le sue scorribande. L’abate Ormanno si impegnò così per soccorrere in modo più decisivo questi contadini ed artigiani pistoiesi e, con un’indovinata mossa strategica e diplomatica, riuscì a far entrare i contadini di Pacciana entro le mura di Pistoia e ad occupare la città. I governanti del tempo, alleati dei fiorentini, furono colti di sorpresa e non poterono far altro che lasciare Pistoia in mano all’abate Tedici, che fu eletto Capitano del Popolo.

Al contempo il Tedici arrivò a stipulare una tregua con Castruccio Castracani, facendo riprendere una vita quotidiana e di lavoro normale e tranquilla sia ai pistoiesi della città che a quelli delle campagne. Così per un po’ di tempo – sino alla caduta definitiva di Pistoia nelle mani di Firenze, pochi anni più tardi – Badia a Pacciana fu il centro del potere pistoiese perché l’abate, divenuto appunto signore di Pistoia, non volle mai lasciare la sua l’abbazia.

Fonte fotografia: Wikipedia

Barbara Bernardi

Barbara Bernardi

Laureata con una tesi in Storia del Giornalismo alla facoltà di Scienze Politiche "C. Alfieri" di Firenze, ha fatto esperienze lavorative variegate, ma ama scrivere da sempre, sia di storia e tradizioni della sua città, che di attualità, moda e molto altro.