Quando lo incontrai a casa sua a Bonelle per intervistarlo per un quotidiano locale, lo colsi in una delle sue fasi di depressione, malattia che ciclicamente lo attanagliava, e non potei interloquire come avrei voluto. Ma a parlare bastavano, e bastano tuttora che Lando Landini non è più vita (dal 19 aprile scorso), i suoi dipinti.
Un’opera di respiro internazionale, la sua, che ne fece, nell’ambito del mondo provinciale artistico pistoiese, un riferimento assoluto. Sì, perché Landini, nato a Bottegone da una famiglia semplice, partì per Parigi dopo la laurea in Lettere con pochi soldi in tasca – in Francia aveva già abitato con i suoi per un periodo – e qui visse per un po’, assorbendo e imparando molto (anche il francese, che poi insegnò nel nostro Paese).
Tornato in Italia, vi portò l’esperienza e la conoscenza acquisite in Francia, ma non cessò mai di fare ricerca pittorica, perché, come lui stesso affermava, fu una costante della sua vita di artista (descritta in “Lo spazio luminoso – La mia ricerca artistica”, quaderno pubblicato dalla casa editrice pistoiese Via del Vento). Landini non si definiva pittore figurativo, ma nemmeno astrattista: amava dire che la pittura per lui era una visione e insieme un qualcosa di concreto.
Sosteneva che i suoi riferimenti e veri maestri erano Cézanne e Piero Della Francesca, perché avevano molto meditato sull’arte, sviluppandone una concezione personale, ed ammirava molto Matisse, Morandi, Picasso, Klee e l’americano Jackson Pollock. Fu a contatto con grandi artisti italiani quali Guttuso e Trombadori e fu pure esperto d’artela casa editrice pistoiese Via del Vento ha pubblicato , curando mostre di rilievo anche all’estero, mentre a Pistoia frequentò l’ambiente artistico cittadino e i suoi esponenti, come Umberto Mariotti, Pietro Bugiani e Alfiero Cappellini.
Tra le sue più importanti personali ricordiamo quella del ’54 alla Galleria La Vigna di Firenze, e quella del ’61 alla Galleria Il Milione di Milano. Ma anche Pistoia ha ospitato più volte mostre di sue opere: le ultime sono dell’estate 2014 e vennero organizzate dalla Brigata del Leoncino, una presso la Galleria del Leoncino, l’altra al Museo Marini Marini. Un’altra era stata programmata per il settembre scorso, per festeggiare i suoi 90 anni, ma purtroppo l’artista ci ha lasciato prima.
Fonte fotografia: La Nazione






