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28 Maggio 2024

Lo stemma del Comune di Pistoia e le sue origini

Comune Di Pistoia

Un grande scudo sannitico suddiviso in trentasei scacchi color argento e rossi, sormontato dalla corona della città e sostenuto da due orsi con la testa rivolta all’indietro, coperti da svolazzanti mantelli scaccati d’argento e rosso e foderati di verde (secondo il decreto relativo del 1943): è lo stemma del Comune di Pistoia.

La scacchiera potrebbe derivare dalla conchiglia del Pellegrino, uno degli attributi di San Jacopo (la cui cappella in San Zeno è composta di marmi bianchi e rossi), oppure dalla suddivisione viaria della pianta della Pistoia romana, o ancora semplicemente dal gioco degli scacchi. Gli orsi che la tengono ai lati, invece, inizialmente non facevano parte del nostro stemma: furono aggiunti verso la metà del 1300, dopo che la città, con l’aiuto di Firenze, si era liberata dall’assedio del ghibellino Giovanni Visconti. I due animali dovevano far da contrappunto al simbolo di Firenze, il Marzocco, rappresentato da un leone che sostiene lo scudo gigliato della Repubblica Fiorentina. Fu dunque un’operazione d’immagine, che però non ebbe grande successo, tanto è vero che poi anche da noi vinse l’iconografia fiorentina: basti pensare al Leoncino del Pozzo in piazza della Sala.

Ma perché proprio l’orso fu scelto come simbolo araldico di Pistoia? Qualche storico ha spiegato il ricorso a questa bestia con la sua presenza nella Valle dell’Orsigna, ma non è certo che nel 1300 se ne aggirasse ancora qualche esemplare nei nostri boschi; del resto non sappiamo nemmeno se la denominazione della Valle fosse da ricondurre alla presenza del grande mammifero o piuttosto, come alcuni filologi sostengono, derivasse dalla famiglia nobile degli Orsini, che qui avevano delle terre; qualcuno addirittura parla del mito di una Principessa Orsina. È probabile, dunque, che più che alla presenza degli orsi sui monti di Pistoia, il loro inserimento nello stemma del Comune di Pistoia fosse solo un tentativo di imitazione del Marzocco fiorentino, cui i pistoiesi opponevano un animale altrettanto fiero e selvaggio: appunto l’orso.

C’è da dire che col passare dei secoli l’animale simbolo di Pistoia, chiamato popolarmente Micco, ha perso i suoi connotati di fiera possente e carnivora: infatti nel nostro dialetto col termine “micco” si indica una persona poco furba, un po’ credulona e ingenua e “restare come un micco” a Pistoia vuol dire “rimanere di stucco” o “fare la figura dello sciocco”.

Barbara Bernardi

Barbara Bernardi

Laureata con una tesi in Storia del Giornalismo alla facoltà di Scienze Politiche "C. Alfieri" di Firenze, ha fatto esperienze lavorative variegate, ma ama scrivere da sempre, sia di storia e tradizioni della sua città, che di attualità, moda e molto altro.