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23 Dicembre 2024

L’Ombrone Pistoiese, il nostro “fiume”

Fiume Ombrone Pistoia Giorgio Lapini

Se ci chiedono “Che fiume passa per Pistoia?”, noi pistoiesi rispondiamo “L’Ombrone”. È infatti il principale corso d’acqua della nostra provincia, ma, in verità, tecnicamente non si tratta di un fiume, bensì di un torrente: infatti soprattutto nel primo tratto ha un andamento torrentizio, a causa del suo sfruttamento illimitato a fini agricoli.

L’Ombrone Pistoiese nasce sulle colline di Pistoia, a Poggio dei Lagoni – tra San Mommè e il Passo della Collina – a 984 m. s.l.m. e bagna, attraversandola, la nostra città. Il suo bacino in pratica raccoglie tutte le acque della pianura: infatti riceve tre affluenti principali sulla sponda destra, il Vincio di Brandeglio, il Vincio di Montagnana e lo Stella, e tre sulla sinistra, ovvero Brana, Agna e Bure, che insieme formano il torrente Calice. Prima del Medioevo, quando fu compiuta una regolamentazione delle acque, questa confluenza in esso di tutti i torrenti del pistoiese avveniva in una fascia molto ristretta, tra Ponte alla Pergola e Badia a Pacciana, e ciò era causa di frequenti tracimazioni e grossi disagi, perché non riusciva a ricevere tutte queste acque.

Non è sicuro che il suo corso sia stato spostato dall’uomo in epoca medievale, ma è certo che nei secoli sia molto variato e che nel ‘700 si siano operate modifiche al tratto tra Pontelungo e Ferruccia, con tagli nei punti più tortuosi, rifacimento di ponti e sistemazione di argini: dal 1723 al 1731 si restaurarono ad esempio i Ponti di Castellare, Ferruccia e Bonelle.

Una volta lasciato il territorio di Pistoia, il nostro Ombrone, sui cui argini spesso i pistoiesi vanno a fare passeggiate o jogging, entra in territorio pratese: qui riceve numerosi affluenti che ne accrescono parecchio la portata in autunno, facendolo contribuire molto (come pure il Bisenzio) alle piene dell’Arno, di cui è affluente. È infatti proprio nell’Arno che si getta a Stazione di Carmignano (Prato), nei pressi di Poggio alla Malva, sotto il Masso della Gonfolina, terminando il suo percorso dopo 47 km.

Fonte fotografia: Giorgio Lapini

Barbara Bernardi

Barbara Bernardi

Laureata con una tesi in Storia del Giornalismo alla facoltà di Scienze Politiche "C. Alfieri" di Firenze, ha fatto esperienze lavorative variegate, ma ama scrivere da sempre, sia di storia e tradizioni della sua città, che di attualità, moda e molto altro.