Seleziona una pagina
7 Ottobre 2024

A Monsummano ALTO, spaziando lontano con lo sguardo

Monsummano Alto Pistoia

Ci andai anni fa per la prima volta in occasione di un matrimonio e la bellezza della vista mi mozzò il fiato. Sì, perché Monsummano Alto, dalla sommità del colle su cui sorge, a 340 m sul livello del mare, domina tutta la Valdinievole: gli occhi spaziano lontano, fino al Padule di Fucecchio, le montagne pistoiesi e Lucca e, specie di notte, il panorama è veramente suggestivo, con le luci che punteggiano a grappoli la vallata. Ci si arriva da Monsummano Terme, su una strada prima in leggera salita, poi sempre più ripida e stretta nell’avvicinarsi alla rocca.

Questo luogo ha una sua storia, e molto antica. Il Castello di Monsummano Alto è il nucleo originario di Monsummano, costruito su una collina a forma di cono asimmetrico: si suppone sia di epoca longobarda, ma una parte potrebbe anche risalire all’età antica o altomedievale, quando la valle era completamente disabitata perché occupata da una palude. Dopo alterne vicende per cui passò a più riprese dal controllo di Lucca a quello di Firenze e che lo videro anche conquistato da Castruccio Castracani, nel 1331 la Repubblica fiorentina se ne impossessò nuovamente, per tenerlo fino all’Unità d’Italia.

Della fortificazione rimangono: ampi tratti delle mura, che un tempo si allungavano per 2 km, in parte nascosti dalla vegetazione, con due delle tre porte, quella di “Nostra Donna”, a nord-ovest, e quella detta “Porticciola” o “del Mercato” verso Montevettolini; una sola torre pentagonale su cui si salina da un’entrata sopraelevata, a circa 7 m da terra, molto bella, che, grazie a un’illuminazione particolare, di notte si vede dal fondo della valle; la chiesa romanico-gotica di San Nicolao, con una cappella che oggi ospita una struttura ricettiva; qualche vecchia casa, l’antica chiesa di San Sebastiano, e, un po’ nascosti dalle piante, ad ovest i resti di un convento e ad est i ruderi dell’antico Spedale di San Bartolomeo.

Monsummano Alto vale sempre una visita, per la sua natura e ricchezza storica e archeologica. Per goderlo al meglio, salite sul colle in primavera, magari a maggio, quando sbocciano orchidee e altri fiori colorati spontanei, oppure in una notte d’estate, quando rimarrete stupiti dalla forza evocativa del suo panorama.

Fonte fotografia: www.livemonsummanoterme.it

Barbara Bernardi

Barbara Bernardi

Laureata con una tesi in Storia del Giornalismo alla facoltà di Scienze Politiche "C. Alfieri" di Firenze, ha fatto esperienze lavorative variegate, ma ama scrivere da sempre, sia di storia e tradizioni della sua città, che di attualità, moda e molto altro.