Ma davvero tutti i pistoiesi sanno chi era questo Santo e perché è divenuto protettore di Pistoia? Qualora qualcuno non conoscesse la sua storia, ve la racconto.
San Jacopo non era altri che Giacomo di Zebedeo, detto il Maggiore, uno degli apostoli prediletti di Gesù, che venne decapitato per volere di Menenio Agrippa nel 42 d.C., divenendo il primo martire. Il suo corpo fu portato in Spagna, dove ne nacque un culto, oggi ormai millenario, che vedeva tanti pellegrini visitare Santiago (da San Giacomo) di Compostela: qui pare che una stella (Compostela da Campus Stellae) avesse indicato il luogo della sepoltura.
Anche tanti pistoiesi ci andavano per venerare San Jacopo e verso la metà del 1100, grazie al vescovo Atto, fu riportato a Pistoia un frammento osseo della testa del Santo. Da allora la nostra città, sempre molto devota a San Jacopo, ne fece il suo patrono diventando una delle prime mete di pellegrinaggio religioso dell’Italia Centrale e ciò contribuì anche alla sua crescita economica. La reliquia è ancor oggi conservata nel Reliquiario di San Jacopo di Lorenzo Ghiberti, presso il Museo Capitolare ed al Santo è dedicato anche il bellissimo altare argenteo nella Cattedrale di San Zeno.
La figura di San Jacopo è anche legata al caldo. Sì, perché la leggenda narra che, per rimandare il pagamento di alcuni vitelli acquistati al mercato dicesse “Ti pagherò a tanto caldo”. Quando arrivò la calura di luglio, i creditori si presentarono a Jacopo, ma lui riuscì a non saldare il debito perché si mostrò con ancora indosso il suo pesante mantello di lana rossa e dichiarò che l’estate tardava… Così il culto del Santo curiosamente associa tale sopportazione del caldo alla sua capacità di sacrificio.
È per questo motivo che ogni anno – da una data collocata tra il 1910 e il 1931 – pochi giorni prima di quello dedicato al Patrono, la statua del Santo posta sulla vetta del Duomo (realizzata da Vaccà nel 1721) viene vestita del suo celebre pastrano rosso.
Fonte fotografia: Pistoia Musei – Lorenzo Marianeschi






