Eclettico e libero: sono forse questi i due aggettivi che meglio descrivono Sigfrido Bartolini, grande artista pistoiese. Nato nella nostra città il 21 gennaio del 1932, Bartolini fu pittore, incisore, ma anche scrittore e critico d’arte, e custodì gelosamente la sua autonomia, senza mai legarsi ad alcuna lobby e a nessun gallerista.
Iniziò presto il percorso artistico che lo avrebbe portato a creare un’opera senza fronzoli, connotata sempre da una forte originalità tecnica. Nel ’47 a soli 15 anni partecipò a una mostra organizzata dal Comune di Pistoia, dove riscosse notevole successo e vinse un premio: da qui partì la sua carriera. Del resto non si limitò all’arte, lavorando all’inizio come dirigente di una piccola ditta di imbianchini-decoratori e, dal ’58, insegnando presso l’Istituto d’Arte P. Petrocchi di Pistoia.
La sua pittura, che lo rese protagonista di tante personali in numerose città italiane (Milano – dove nel 2000 fu fatta anche una bellissima antologica al palazzo della Triennale – Firenze, Torino, Venezia, Roma e altre), e pure all’estero (in Francia, Spagna, Belgio, USA, Grecia, Germania ecc.), spazia dal monotipo all’affresco, da quella a olio all’acquerello, fino alle vetriate istoriate. Fu anche incisore: acquafortista, litografo e soprattutto xilografo, con la sua enorme e bellissima edizione di Pinocchio illustrata in 309 legni in bianco e nero: pubblicata nell’83, in occasione del centenario dalla prima uscita del libro di Collodi per conto della Fondazione Nazionale Carlo Collodi, gli costò 12 anni di lavoro. Sempre pronto a sperimentare nuove tecniche, illustrò anche le opere di molti altri autori con le sue xilografie, tra cui Beatrice di Pian degli Ontani, Policarpo Petrocchi, Bernardo di Clairvaux, Elisa Serpieri, Orsola Nemi, Antonio Vieira e Alberto Savinio.
Come scrittore, con la sua penna graffiante fu autore apprezzato di testi originali, ma anche polemista e critico d’arte. Nel 1966 fu tra i fondatori del quindicinale “Totalità”, successore dei famosi “La Voce” e di “Lacerba”, cui contribuì con articoli e xilografie; inoltre, studioso di artisti importanti del nostro ‘900, come Soffici, Lega, Sironi, Rosai, Cremona ed altri, dedicò loro delle monografie. Collaborò a giornali come “L’Indipendente”, “Il Borghese”, “Il Giornale”, “Libero”.
Oggi Sigfrido Bartolini è presente in musei di livello con molte opere grafiche: al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, al Gabinetto Disegni e Stampe della Biblioteca Vaticana, alla Biblioteca Nazionale di Parigi e al museo “Albertina” di Vienna. Per la sua Pistoia eseguì pure i bozzetti delle scenografie per “Zio Vania” di Checov, rappresentato al Manzoni. Ma l’ultima grande creazione, splendido “lascito” d’arte per la nostra città, sono le Quattordici Grandi Vetrate Istoriate (7 opere di Misericordia e 7 Sacramenti) che adornano la chiesa dell’Immacolata a Pistoia, inaugurate pochi mesi prima della morte, nel dicembre 2006.






