Sozomeno fu il solo intellettuale pistoiese ad avere un ruolo di rilievo nell’Umanesimo Italiano. Il suo vero nome era Zomino, da lui grecizzato in quello per cui noi lo conosciamo, e nacque a Pistoia nel 1387. Qui ebbe la sua prima formazione, ma dopo frequentò l’Università di Padova e i circoli umanistici fiorentini. Nella nostra città divenne sacerdote e fu per due volte vicario vescovile, per poi essere nominato canonico della Cattedrale, incarico ricoperto sino alla morte, avvenuta nel 1458.
Sozomeno prese parte al Concilio di Costanza e insegnò humanae litterae a Firenze, dove visse per molti anni. Scrisse inoltre testi scolastici (una grammatica greca ed una latina) e commentò Persio, Ovidio, Orazio, Giovenale e Seneca, interpretando per la prima volta o in modo più chiaro passi di difficile comprensione, sia a fini scolastici che, poi, di ricerca. Ma è rimasto famoso soprattutto perché è stato il primo umanista a decidere di destinare la sua biblioteca ad uso pubblico: nel 1423, anche se era sacerdote e canonico, regalò i suoi libri alla città di Pistoia, cedendone la proprietà all’Opera di San Iacopo, che si impegnava a renderli disponibili per chiunque li volesse studiare. Secondo l’inventario fattone, la biblioteca comprende 110 volumi e 3 carte geografiche, ma i libri di Sozomeno furono certamente di più.
Dunque questo nostro concittadino si distinse come umanista di ampia cultura, dando un grande contributo alla riforma grafica umanistica e a grandi cambiamenti nel campo degli studi grammaticali e letterari. Per ricordarlo Pistoia gli ha intitolato uno dei vicoletti che si aprono dietro la cattedrale di San Zeno.
Fonte fotografia: https://www.forteguerriana.comune.pistoia.it/sozomeno/






