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19 Ottobre 2024

Un ghetto nel centro di Pistoia

Sala Pistoia Toscana

Non tutti sanno che a Pistoia, come in molti altri centri urbani, esisteva una zona in cui erano relegati gli ebrei che vivevano nella nostra città: un ghetto (segregazione coatta), privo di finestre verso l’esterno, chiuso da stretti cancelli e protetto da alti muri, in cui gli ebrei pistoiesi, che non potevano possedere degli immobili, vivevano separati dal resto della popolazione cittadina e dove gli era permesso di praticare soltanto la professione medica, il commercio di abiti usati e in principio anche l’usura, considerata a lungo come una qualsiasi altra attività commerciale, ma il suo esercizio fu regolamentato dal Comune di Pistoia a partire dal 1455.

L’area del ghetto ebraico pistoiese si trovava compresa tra quelle che oggi sono via Roma, via di Stracceria, piazzetta dell’Ortaggio e Sdrucciolo dei Cipollini. L’ingresso era da piazzetta dell’Ortaggio, dove ancora rimangono due stretti cancelli che oggi conducono a quelle sono normali abitazioni: ai tempi del ghetto uno portava a un pianterreno senza aperture verso l’esterno, e l’altro, tramite scale ripide e strette e un corridoio, conduceva a una corte interna che forse era il centro del ghetto stesso, caratterizzato da finestre piccole, soffitti bassi, mezzanini e piani asimmetrici, perché derivanti dall’assemblaggio di edifici differenti.

Vi si esercitavano, spesso in clandestinità, mestieri e attività varie, si dormiva in spazi ristretti, si viveva, come si poteva. Eppure qui, come in tanti altri luoghi in cui vennero segregati, gli ebrei riuscirono a conservare le loro tradizioni e costumi, la loro cultura e la loro fede. Così in questo ristretto ambito cucinavano i loro cibi, come il pane azzimo, le bisse e le torte di mandorle, osservavano i periodi di digiuno, festeggiavano le loro ricorrenze e pregavano: forse infatti all’interno, ben nascosta, alta e rivolta verso Gerusalemme, avevano costruito anche una piccolissima sinagoga, dove svolgevano i riti della loro religione e si riunivano.

Fonte fotografia: Dove in Toscana

Barbara Bernardi

Barbara Bernardi

Laureata con una tesi in Storia del Giornalismo alla facoltà di Scienze Politiche "C. Alfieri" di Firenze, ha fatto esperienze lavorative variegate, ma ama scrivere da sempre, sia di storia e tradizioni della sua città, che di attualità, moda e molto altro.