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31 Maggio 2024

Vauro Senesi: una satira dai natali pistoiesi

Vauro Sanesi

L’ironia è un tratto congenito dei toscani, e, come tali, anche noi pistoiesi ce l’abbiamo dentro. Non meraviglia allora che uno dei maggiori vignettisti e autori satirici italiani sia un pistoiese: Vauro Senesi.

In arte soltanto Vauro, è nato a Pistoia il 24 marzo del ’55 e sin da piccolo ha dimostrato di avere la satira nel sangue. Alle elementari infatti già disegnava le sue prime vignette sui banchi, spesso nei corridoi, dove veniva messo in punizione dalla maestra! Molto giovane, nel ’77 fonda assieme al suo maestro, Pino Zac (al secolo Giuseppe Zaccaria), una rivista satirica, “Il Male”, abbandonata però solo tre anni dopo a causa di divergenze (l’ha rilanciata pochi anni fa). Trasferitosi a Roma, dall’86 è stato editorialista a “Il Manifesto” per 25 anni, sino alla crisi del giornale, dopo la quale è passato a “Il Fatto Quotidiano”. Ma negli anni ha collaborato, e lasciato il suo “segno”, con molte altre testate, come “Il Corriere della Sera”, “Boxer” “Cuore”, “Linus”, “Satyricon”, “I quaderni del sale”, Nigrizia”, “Smemoranda”, “L’Echo des Savanes”, “El Jueves”, “Peace Reporter”.

Lavora anche in TV, assieme a Santoro, dal 2002 nel programma Sciuscià, e poi per Il raggio verde, Annozero e Servizio pubblico, sino alla chiusura di quest’ultimo. Sempre instancabile e pieno di idee, ha ricevuto molti riconoscimenti per la sua attività di vignettista, come il Premio di Satira Politica di Forte dei Marmi nel 1996. Non sono mancate anche le querele: nel 1994 venne querelato dalla senatrice Alberti Casellati a causa d’una vignetta uscita sul “Venerdì di Repubblica”, ma fu assolto in maniera definitiva 4 anni dopo; nel 1997, per una vignetta pubblicata sul “Manifesto”, venne condannato per vilipendio alla religione cattolica dal Tribunale di Roma; nel 2009 la RAI sospese la sua partecipazione a Servizio pubblico per una vignetta anti berlusconiana.

Ma non si limita a inventare e disegnare vignette, è anche giornalista e scrittore. Come reporter è stato inviato su molti fronti caldi nel mondo (Sierra Leone, Sudan, Cambogia, Ucraina, Afghanistan, Iraq, Costa d’Avorio ecc.), da dove ha lanciato il suo messaggio contro la guerra. È da questo che è partita la sua esperienza di narratore, con libri che trattano questo tema e hanno conseguito vari premi (Premio Città di Cuneo con Kualid che non riusciva a sognare, Premio Selezione Bancarella 2010 con La scatola dei calzini perduti). Sino ad approdare poi a un genere meno impegnato, con volumi come Storia di una professoressa e Toscani innamorati, omaggio alla sua regione. Da non dimenticare anche i libri scritti in collaborazione con Don Andrea Gallo, prete “di strada”, amico di De André e vicino a tutti gli emarginati. E forse questo suo schierarsi a favore degli umili e dei sofferenti, per varie ragioni, è un qualcosa a cui Vauro – da anni anche collaboratore di Emergency e altre ONG – è arrivato sin dagli anni pistoiesi: con la sua frequentazione della parrocchia di Don Ferrero Battani, per più di 50 anni parroco di Valdibure, che riuscì a coinvolgere e far riflettere molti ragazzi atei come lui. Quando il religioso è morto, nel 2013, Vauro l’ha ricordato con grande affetto.

Un pistoiese doc, dall’ironia pungente anche nel definire il suo lavoro, di cui ha detto: “La satira deve avere dei limiti, perché deve superarli continuamente”.

Fonte fotografia: WIkipedia

Barbara Bernardi

Barbara Bernardi

Laureata con una tesi in Storia del Giornalismo alla facoltà di Scienze Politiche "C. Alfieri" di Firenze, ha fatto esperienze lavorative variegate, ma ama scrivere da sempre, sia di storia e tradizioni della sua città, che di attualità, moda e molto altro.