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9 Aprile 2024

Villa Rospigliosi di Spicchio: una dimora di imponente bellezza

Redatto per La Nostra Pistoia.

Sono tante le belle dimore signorili che punteggiano le campagne della nostra provincia. Tra le più maestose c’è Villa Rospigliosi di Spicchio, piccola frazione di Lamporecchio.

Questa imponente costruzione risale al XVII sec., quando venne fatta erigere dal cardinale Giulio Rospigliosi, divenuto papa nel 1667 col nome di Clemente IX. Nella zona di Pistoia infatti abitava la sua famiglia, che, originaria della Lombardia, si era trasferita nel pistoiese sfuggendo al Barbarossa e qui aveva compiuto una grande scalata sociale, ricoprendo molte cariche pubbliche, in ambito civile ed ecclesiastico. Il neoeletto papa ordinò dunque che qui gli fosse costruita una villa sontuosa e per il progetto si affidò a Gianlorenzo Bernini, il più grande architetto all’epoca, anche se poi l’incarico fu assunto da un suo fedele allievo e collaboratore, Mattia De’ Rossi. Ma Papa Clemente IX non fece nemmeno in tempo a veder completati i lavori della sua residenza estiva, perché morì appena furono iniziati, dopo un breve pontificato, nel 1669.

Sul piano architettonico la Villa Rospigliosi di Spicchio, sviluppata su tre piani, è molto sobria come stile e ben inserita nell’ambiente che la circonda: ha un impianto dal corpo centrale quadrato e due ali laterali, con la facciata ornata da strisce di pietra serena, che corre anche intorno alle finestre, lungo i fianchi e i cornicioni; sul tetto venne fatta una balaustra con delle statue, che ora non c’è più, e l’accesso all’ingresso principale, con sopra lo stemma papale in marmo bianco, avviene salendo un’elegante scalinata, dopo aver percorso un viale di lecci. Sulla destra una serie di abitazioni rurali, annessa una cappella gentilizia e intorno un’enorme tenuta, a bosco e ulivi.

La villa fu dimora estiva della famiglia Rospigliosi fino ai primi anni del Novecento, per essere poi venduta ai romani Schweiger, che la sfruttarono come azienda agricola; seguì un lungo periodo in cui fu lasciata a sé stessa, tanto da divenire decadente e preda di incuria. Sino a che nel 1994 è stata acquistata da una famiglia del posto, che ha operato un abile restauro facendone location per convegni e cerimonie. La bellezza della villa, l’eleganza della sua architettura e del complesso tutto, è tornata a risplendere e a fondersi e con la bellezza delle colline del Montalbano, tra piante secolari di ulivo, agrumeti e vigneti.

Fonte fotografia: Wikipedia

Barbara Bernardi

Barbara Bernardi

Laureata con una tesi in Storia del Giornalismo alla facoltà di Scienze Politiche "C. Alfieri" di Firenze, ha fatto esperienze lavorative variegate, ma ama scrivere da sempre, sia di storia e tradizioni della sua città, che di attualità, moda e molto altro.